Intelligenza Artificiale
AI conversazionale nel customer service: meno attrito, più valore

L'AI conversazionale nel customer service non è più una sperimentazione: è una tecnologia matura, accessibile anche alle PMI, che permette di trasformare l'assistenza clienti da centro di costo a generatore di valore. È il messaggio al centro del webinar "Meno attrito, più servizio" organizzato con CMI Magazine, in cui Paolo Massarani, Managing Director di Athics, Giandomenico Biondaro di Add Value ed Enrico Perazzolo di Adawen hanno raccontato come costruire progetti concreti di intelligenza artificiale per l'assistenza clienti, partendo dai dati già disponibili in azienda.
Tra annunci tecnologici continui, timore di restare indietro e dubbi sull'effettiva utilità, molte aziende oscillano tra FOMO e paralisi. Il webinar ha proposto una via pragmatica: partire dalle basi, scegliere use case semplici e ad alto volume, misurare i risultati e scalare. In questo articolo ripercorriamo i punti chiave dell'incontro, la demo del voice agent Claxon.ai per i concessionari automotive e il modello di partnership che ha reso possibile la soluzione.

Perché l'AI conversazionale nel customer service è una tecnologia matura?
Il rapporto con i clienti è il cuore pulsante di ogni organizzazione: supporto, relazione, cura. Ed è proprio qui che l'intelligenza artificiale conversazionale ha smesso da tempo di essere un esperimento. Secondo Gartner, entro il 2029 l'AI agentica risolverà in autonomia l'80% delle richieste più comuni di customer service, con una riduzione del 30% dei costi operativi. E secondo le previsioni IDC FutureScape sull'AI agentica, entro il 2027 un'impresa su due userà agenti AI per ridefinire la collaborazione tra persone e macchine, e i sistemi agentici arriveranno a valere quasi metà della spesa AI complessiva entro il 2029. Non parliamo quindi di applicazioni di nicchia, ma di progetti che già oggi incidono sui costi delle operation. La differenza rispetto ai progetti AI "futuribili" — complessi, costosi, con tempi lunghi e rischio di fallimento — è che nel customer service la tecnologia è consolidata e il percorso è già tracciato. Per l'imprenditoria italiana, fatta soprattutto di piccole e medie imprese, contano la concretezza e la riduzione del rischio: un passo avanti molto grande con uno sforzo relativamente piccolo.
Da dove partire? Use case semplici, volumi alti e dati pronti
La ricetta proposta da Paolo Massarani è volutamente semplice: partire dai basics, senza voli pindarici. Il consiglio che Athics dà a clienti e partner è di iniziare da progetti circoscritti, testare sul campo, prendere confidenza con la tecnologia e prevedere fin dall'inizio un percorso scalabile verso l'integrazione con tutti i sistemi interni.
Il customer care è il punto di partenza ideale perché riunisce tutte le condizioni favorevoli:
- Dati già disponibili: FAQ, database, CRM e knowledge base esistenti si strutturano con uno sforzo minimo e diventano subito utilizzabili dai large language model.
- Volumi alti: è sui volumi che l'investimento ritorna rapidamente, con benefici visibili in poco tempo.
- Gestione dei picchi: l'agente AI assorbe i picchi di richieste senza impatti sull'organico e senza costi aggiuntivi.
- Multilingua immediato: per le aziende che esportano, il supporto in più lingue è quasi automatico.
I casi d'uso più richiesti oggi riguardano la voce, in forte crescita: gestione delle telefonate, supporto agli operatori umani e assistenza sui sistemi interni. Il tutto reso possibile dall'integrazione profonda con i sistemi aziendali attraverso protocolli come il Model Context Protocol (MCP) e le API. Se vuoi approfondire come funzionano questi agenti, abbiamo dedicato una guida agli AI agent per il business e un articolo sugli AI agent per la customer experience.
Claxon.ai: il voice agent per i concessionari automotive
Il cuore del webinar è stato il caso concreto: Claxon.ai, la soluzione di AI conversazionale per i dealer automotive sviluppata da Add Value e Adawen — divisione del gruppo specializzata nel settore automotive da oltre trent'anni — sulla piattaforma Crafter.ai di Athics.
La demo: prenotare un tagliando con un assistente vocale
Nello scenario mostrato durante il webinar, l'assistente vocale di un concessionario fittizio gestisce in totale autonomia la prenotazione di un tagliando in officina. La conversazione tocca tutti i passaggi critici di un servizio reale:
- Il cliente chiama e chiede di prenotare il tagliando.
- L'assistente richiede il consenso al trattamento dei dati personali, in conformità al GDPR.
- Dalla targa recupera modello del veicolo ed email associata, chiedendo conferma al cliente.
- Verifica gli slot disponibili in officina e propone gli orari, confermando l'appuntamento via email.
- Risponde a una domanda sull'estensione di garanzia attingendo alla knowledge base.
- Quando il cliente chiede un operatore, trasferisce la chiamata all'umano mostrando a schermo tutto lo storico della conversazione.
Il passaggio di consegne fluido tra agente AI e operatore è uno dei punti distintivi: intelligenza artificiale ed essere umano non viaggiano su binari separati, ma si passano la palla come un unico team. E la soluzione è pienamente omnicanale: la stessa esperienza vale su web, voce e social media.
Quali problemi risolve nei concessionari?
Claxon.ai nasce dall'ascolto dei problemi quotidiani dei dealer: traffico eccessivo che sovraccarica il contact center con attività ripetitive come prenotazioni di tagliandi e cambi gomme, risposte lente o incoerenti, nessuna copertura fuori orario, poca visibilità su performance e volumi. Il risultato sono richieste perse, clienti insoddisfatti e personale impegnato in attività a scarso valore aggiunto. Oltre alla presa appuntamenti nel service, la piattaforma copre use case di vendita (richieste sui veicoli esposti, prenotazione di test drive), campagne proattive in ottica outbound integrate con i social e il CRM, e perfino la costruzione della knowledge base aziendale: la conoscenza del singolo tecnico d'officina, che rischierebbe di perdersi se la persona lasciasse l'azienda, viene trasferita al sistema con una semplice conversazione con l'AI.
Governance, KPI e miglioramento continuo
Un aspetto su cui i relatori hanno insistito è che una soluzione di AI conversazionale seria non è un chatbot appoggiato a sistemi esterni, ma una piattaforma completa: layer di integrazione senza vincoli verso i sistemi del cliente, conformità GDPR e gestione a livello architetturale degli aspetti critici dell'AI, come allucinazioni e risposte fuori contesto. La governance prevede KPI di monitoraggio e tracciabilità completa delle conversazioni: tasso di completamento, conversione in appuntamento, chiamate perse, qualità delle risposte. Il setup iniziale si fa "a quattro mani" con il cliente, poi si lavora sul miglioramento continuo. Non solo automazione, quindi, ma controllo e ottimizzazione costante. I benefici finali: meno chiamate gestite manualmente, disponibilità 24/7, migliore esperienza del cliente e un team libero di concentrarsi sulle attività strategiche. In sintesi: meno stress operativo, più valore aggiunto.
Una partnership replicabile: piattaforma più competenze verticali
L'ultima parte del webinar ha raccontato il modello di collaborazione tra Athics e il gruppo Add Value, nato da un'esigenza reale su un progetto di AI conversazionale tra fine 2022 e inizio 2023. Due software house che, invece di competere, hanno scelto la complementarità: Athics porta la piattaforma Crafter.ai e la competenza decennale sull'intelligenza artificiale conversazionale; Add Value porta la conoscenza verticale dei processi di business, la system integration e la data governance. Quest'ultimo punto è tutt'altro che secondario: come ricordato nel webinar, Gartner stima che il 60% dei progetti AI verrà abbandonato proprio per la mancanza di dati pronti per l'intelligenza artificiale. Saper capire chi porta quale valore nella relazione è ciò che permette di portare il beneficio fino in fondo al cliente. È lo stesso principio che guida le altre collaborazioni di Athics, come la partnership con DWIT per l'execution digitale.
Le regole che hanno fatto funzionare la partnership sono replicabili in qualsiasi settore:
- Trasparenza: ruoli, responsabilità, costi e tempi chiari fin da subito.
- Approccio pragmatico: provarci sul campo con un primo caso reale, prima ancora del contratto.
- Fusion team: un team allargato che dialoga ogni giorno su piattaforma e metodologia condivise.
- Benedizione del management: la scelta strategica di collaborare deve partire dall'alto, con la logica "collaborazione versus competizione".
Il target è dichiarato: il mid-market, in Italia le PMI. Aziende che non hanno strutture gigantesche né competenze super verticali interne, e che trovano nella piattaforma e nei partner un porto sicuro: modello di privacy chiaro, costi noti in anticipo senza sorprese, possibilità di iniziare in piccolo e scalare, relazione diretta e locale.
Dall'attrito al servizio: il customer service come generatore di valore
Il messaggio finale del webinar è netto: l'AI conversazionale nel customer service è un treno che le aziende non possono permettersi di perdere, ma va preso con metodo. Use case semplici, volumi alti, dati pronti, KPI misurabili e un percorso scalabile: è così che l'assistenza clienti smette di essere un costo da comprimere e diventa un motore di valore e di fidelizzazione.
Puoi rivedere il webinar completo on demand sulla piattaforma di CMI Network. E se vuoi capire come applicare questi principi alla tua azienda, scopri le nostre soluzioni di AI per il customer care oppure contattaci: possiamo costruire una demo personalizzata sui tuoi dati, senza impegno.
Domande frequenti
Cos'è l'AI conversazionale nel customer service?
È l'uso di agenti basati su large language model che dialogano con i clienti in linguaggio naturale, al telefono, in chat o sui social, per rispondere alle domande, completare operazioni come una prenotazione e passare la conversazione a un operatore umano quando serve.
Da quali casi d'uso conviene partire?
Dai casi d'uso semplici e ad alto volume in cui i dati sono già disponibili: FAQ, prenotazioni di appuntamenti, richieste di stato ordine. Volumi alti e dati pronti significano ritorno dell'investimento rapido e rischi ridotti.
Cos'è Claxon.ai?
Claxon.ai è la soluzione di AI conversazionale omnicanale per i concessionari automotive sviluppata da Add Value e Adawen sulla piattaforma Crafter.ai di Athics. Gestisce in autonomia telefonate, prenotazioni di tagliandi e richieste dei clienti, con passaggio fluido all'operatore umano.
L'AI conversazionale sostituisce gli operatori umani?
No. Automatizza le richieste ripetitive e ad alto volume, mentre le persone si concentrano sulle attività a maggior valore. Operatore e agente AI lavorano come un unico team: l'AI può passare la chiamata all'umano in qualsiasi momento, con tutto lo storico della conversazione a schermo.
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