Intelligenza Artificiale

Intelligenza artificiale e sicurezza: le sfide degli LLM

di Athics· 12 maggio 2025· 7 min di lettura
Intelligenza Artificiale e Sicurezza – Navigare le Nuove Sfide con gli LLM

Intelligenza artificiale e sicurezza sono due facce della stessa medaglia: per adottare i large language model (LLM) in azienda in modo affidabile occorre conoscerne i rischi e governarli con metodo. Mentre l'AI generativa ridefinisce automazione, analisi dei dati e interazione con i clienti, la sua diffusione introduce vulnerabilità nuove, dalla prompt injection al data leakage fino alle allucinazioni. Questa guida evergreen spiega quali sono le minacce concrete, come proteggere il dato, perché la governance e il controllo umano sono decisivi e come arrivare a un'adozione sicura, partendo dalle domande chiave che ogni organizzazione si pone.

Il tema non è teorico. Gli LLM sono ormai integrati in chatbot, agenti AI e flussi di lavoro che toccano dati di clienti, documenti riservati e sistemi interni. Capire dove si annidano i rischi, e con quali contromisure affrontarli, è il presupposto per innovare senza esporsi. Nelle sezioni che seguono passiamo dalla mappa delle vulnerabilità alle pratiche di governance, fino a un percorso di adozione concreto.

Quali sono i principali rischi di sicurezza degli LLM?

I principali rischi di sicurezza degli LLM riguardano il modo in cui il modello riceve istruzioni, tratta i dati e genera le risposte. A differenza del software tradizionale, un large language model interpreta linguaggio naturale: questa flessibilità è anche la sua superficie di attacco. Organizzazioni come l'OWASP, che pubblica la Top 10 for LLM Applications, e il NIST con il suo AI Risk Management Framework hanno proprio l'obiettivo di sistematizzare queste minacce e fornire un linguaggio comune per affrontarle.

La prima famiglia di rischi è la prompt injection. Si tratta di istruzioni malevole inserite negli input dell'utente o in contenuti esterni che il modello legge (una pagina web, un documento, una mail), pensate per dirottarne il comportamento. Un attacco riuscito può portare il sistema a ignorare le regole impostate, a rivelare informazioni che dovrebbe proteggere o a compiere azioni non autorizzate. Quando l'LLM è collegato a strumenti che agiscono sul mondo reale, come un CRM o un gestionale, il rischio si amplifica perché l'istruzione manipolata può tradursi in un'operazione concreta.

La seconda area critica è il data leakage, ovvero l'esposizione involontaria di dati sensibili. Può avvenire in più modi: dati riservati inseriti nei prompt che finiscono in log o in cronologie non protette, informazioni che il modello "ricorda" da interazioni precedenti, oppure risposte che mescolano dati di utenti diversi. Per questo la gestione di privacy e perimetro del dato non è un dettaglio tecnico, ma una scelta di architettura.

C'è poi il tema delle allucinazioni: gli LLM possono produrre risposte plausibili ma false, presentate con la stessa sicurezza di un'informazione corretta. In contesti aziendali questo è particolarmente insidioso, perché una risposta errata può influenzare decisioni, generare contenuti scorretti o minare la fiducia degli utenti.

Sintetizzando, le vulnerabilità da presidiare con maggiore attenzione sono:

  • Prompt injection: manipolazione del comportamento del modello tramite istruzioni nascoste negli input.
  • Data leakage: fuga di dati sensibili attraverso prompt, log o memoria del sistema.
  • Allucinazioni: output errati ma convincenti, non ancorati a fonti verificabili.
  • Eccesso di autonomia: azioni compiute su sistemi esterni senza adeguati controlli o limiti.
  • Mancanza di tracciabilità: difficoltà a ricostruire cosa ha fatto il sistema e perché.

Come proteggere il dato e garantire l'affidabilità delle risposte?

Proteggere il dato significa decidere, prima ancora di scegliere il modello, dove risiedono le informazioni, chi può accedervi e cosa viene inviato all'LLM. Un'architettura sicura limita i dati esposti al minimo necessario, separa gli ambienti, cifra le informazioni in transito e a riposo e definisce con chiarezza la conservazione di prompt e risposte. La privacy, in altre parole, va progettata, non aggiunta a posteriori.

Sul fronte dell'affidabilità, la tecnica più efficace per ridurre le allucinazioni è il RAG (Retrieval Augmented Generation). Invece di affidarsi solo alla conoscenza "interna" del modello, il sistema recupera prima i documenti pertinenti dalla base di conoscenza aziendale e poi genera la risposta ancorandola a quelle fonti. In questo modo l'output diventa più accurato, verificabile e riconducibile a dati reali dell'utente. Abbiamo approfondito il funzionamento di questo approccio nell'articolo sul nuovo sistema RAG per la piattaforma Crafter.ai, dove spieghiamo come il recupero delle informazioni migliori la qualità delle conversazioni.

L'affidabilità, però, non dipende solo dalla tecnologia. Conta la qualità delle interazioni AI: conversazioni naturali, capaci di gestire il contesto e di riconoscere quando una richiesta esce dai confini di competenza del sistema. Un buon assistente sa anche dire "non lo so" o passare la mano a una persona, invece di improvvisare una risposta. Questa onestà progettuale è parte integrante della sicurezza percepita e reale.

Tra le misure più efficaci per garantire risposte attendibili:

  • Ancoraggio alle fonti con RAG e citazione dei documenti utilizzati.
  • Confini chiari sugli argomenti e sulle azioni consentite al sistema.
  • Filtri e validazione degli input e degli output prima di mostrarli o eseguirli.
  • Monitoraggio continuo delle conversazioni per individuare anomalie e derive.

Governance e human-in-the-loop: il controllo resta umano

La governance è ciò che trasforma un insieme di buone intenzioni in un sistema controllabile e responsabile. Significa definire ruoli, policy e limiti: chi può configurare l'AI, su quali dati può operare, quali azioni può compiere in autonomia e quali richiedono un'approvazione. Framework come il NIST AI RMF e le linee guida dell'ENISA, l'agenzia europea per la cybersecurity, aiutano a strutturare questo lavoro lungo l'intero ciclo di vita della soluzione, dalla progettazione al monitoraggio.

Il principio cardine è il human-in-the-loop: mantenere una persona nel circuito decisionale per le scelte a maggiore impatto. Non si tratta di rallentare l'automazione, ma di collocare il controllo dove serve. Le operazioni a basso rischio possono procedere in autonomia, mentre quelle delicate, ad esempio un'azione che modifica dati critici o comunica con un cliente in situazioni sensibili, passano da una validazione umana. Questo equilibrio tutela l'organizzazione e accresce la fiducia di chi usa il sistema. Lo stesso principio guida la progettazione degli AI agent per il business, dove la capacità di agire va sempre accompagnata da confini chiari e supervisione.

La sicurezza, inoltre, intreccia inevitabilmente i temi dell'etica: trasparenza verso gli utenti, assenza di bias, responsabilità delle decisioni automatizzate. Abbiamo dedicato un approfondimento al rapporto tra etica e intelligenza artificiale, perché un sistema sicuro è anche un sistema di cui ci si può fidare.

Come adottare l'AI in modo sicuro in azienda

L'adozione sicura parte da un caso d'uso concreto e da una valutazione dei rischi, non dall'entusiasmo per la tecnologia. Conviene scegliere un processo ben delimitato, mappare i dati coinvolti, definire cosa il sistema può e non può fare e partire con un progetto pilota monitorato. Da lì si affina la soluzione sulla base dell'uso reale, ampliando il perimetro solo quando i controlli si dimostrano efficaci.

Sul piano operativo contano anche fattori spesso sottovalutati: la semplicità di implementazione, d'uso e manutenzione riduce il rischio di errori e configurazioni insicure; la prevedibilità dei costi evita sorprese e consente una gestione trasparente dell'investimento; la libertà da vendor lock-in garantisce di poter cambiare tecnologia o portare i dati altrove nel tempo, mantenendo flessibilità e indipendenza. Questi aspetti, apparentemente gestionali, hanno un impatto diretto sulla sicurezza e sulla sostenibilità della soluzione. Lo stesso vale per scenari ad alta intensità di richieste, come l'AI per l'help desk IT, dove affidabilità e controllo fanno la differenza nell'operatività quotidiana.

Un percorso di adozione sicura passa tipicamente per questi passaggi:

  • Definizione del caso d'uso e analisi dei rischi associati.
  • Mappatura e protezione dei dati coinvolti, con accessi e perimetri chiari.
  • Progettazione con RAG e human-in-the-loop per affidabilità e controllo.
  • Pilota monitorato, con metriche di qualità e sicurezza definite in anticipo.
  • Messa in produzione con tracciabilità delle azioni e monitoraggio continuo.

Il punto di vista di Athics: il webinar sulla sicurezza degli LLM

Athics ha dedicato a questi temi un webinar pensato per le aziende che vogliono integrare l'AI in modo strategico, con un focus specifico sui Large Language Models. L'evento, con la partecipazione di Stefano Somenzi, CTO di Athics, ha affrontato le domande chiave sull'implementazione dell'intelligenza artificiale: dalla tutela della privacy dei dati con gli LLM alle metodologie per garantire l'affidabilità delle risposte, dal tema delle allucinazioni all'uso della tecnologia RAG per ottenere output accurati e verificabili.

L'incontro ha trattato inoltre la qualità delle interazioni AI, l'ottimizzazione delle performance, la semplicità di implementazione e manutenzione, la prevedibilità dei costi e le strategie per evitare il vendor lock-in. Ampio spazio è stato dedicato a una sessione di domande e risposte sulle preoccupazioni più frequenti in tema di sicurezza, con attenzione particolare a chatbot e agenti AI, strumenti sempre più pervasivi nel mondo aziendale.

Conclusione

Parlare di intelligenza artificiale e sicurezza non significa frenare l'innovazione, ma renderla sostenibile. I rischi degli LLM, prompt injection, data leakage e allucinazioni, sono noti e affrontabili con architetture solide, tecniche come il RAG, governance chiara e controllo umano nei punti giusti. Le aziende che integrano la sicurezza fin dalla progettazione adottano l'AI con fiducia e ne raccolgono il valore senza esporsi.

Se vuoi capire come introdurre l'AI generativa nei tuoi processi in modo sicuro e affidabile, parla con il nostro team: ti aiutiamo a definire il caso d'uso giusto, proteggere i dati e portare la soluzione in produzione con i controlli adeguati.

Domande frequenti

Quali sono i principali rischi di sicurezza degli LLM?

I rischi più rilevanti dei large language model sono la prompt injection (istruzioni malevole nascoste negli input), il data leakage (esposizione involontaria di dati sensibili o riservati) e le allucinazioni, cioè risposte plausibili ma false. A questi si aggiungono la gestione dei permessi sugli strumenti collegati e la tracciabilità delle azioni dell'AI.

Cos'è la prompt injection?

La prompt injection è una tecnica con cui un utente o un contenuto esterno inserisce istruzioni nascoste in un testo per manipolare il comportamento di un large language model, ad esempio per fargli ignorare le regole impostate o rivelare informazioni riservate. È considerata uno dei rischi principali nella OWASP Top 10 for LLM Applications.

Come si possono ridurre le allucinazioni degli LLM in azienda?

Le allucinazioni si riducono ancorando le risposte ai dati reali dell'azienda con tecniche come il RAG (Retrieval Augmented Generation), che recupera documenti verificati prima di generare l'output, e mantenendo un controllo umano (human-in-the-loop) sulle decisioni più delicate. Aiutano anche citazioni delle fonti e limiti chiari su ciò che il sistema può affermare.

Cosa significa human-in-the-loop nella sicurezza dell'AI?

Human-in-the-loop indica un meccanismo in cui una persona supervisiona, approva o corregge le decisioni dell'intelligenza artificiale, soprattutto nei casi a maggiore impatto. Serve a mantenere controllo, responsabilità e affidabilità, evitando che il sistema agisca in autonomia su operazioni critiche.

L'intelligenza artificiale è sicura per le aziende?

L'intelligenza artificiale può essere adottata in modo sicuro se progettata con attenzione a privacy dei dati, governance e supervisione umana. La sicurezza non è una caratteristica del modello in sé, ma il risultato di scelte di architettura, controllo degli accessi e monitoraggio continuo lungo tutto il ciclo di vita della soluzione.

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